BENVENUTI NELL’ERA COMPLESSA.

Il 15 gennaio (o forse il 22 sarò più preciso in seguito) troverete in libreria il mio nuovo libro “Benvenuti nell’Era Complessa” per Diarkos Editore, 570 pagine per 20 euro.

La tesi del libro è che siamo entrati in una nuova era storica che sopravviene a quella moderna, come il Moderno sopravenne al Medioevo e questo all’Era Antica. Si propone di chiamare questa era “complessa” secondo la definizione che daremo del termine. Propriamente, saremmo in quella transizione che secondo il Gramsci non è più il prima, ma non è ancora pienamente il dopo, lì dove si manifestano fenomeni che definì “morbosi” (oscuri, contradditori, etc.). Ciò che entra nella nuova era siamo noi, individualmente e socialmente intesi, quindi le nostre società, gli ordini interni ed esterni, i modi sociali (di produzione, di gerarchia, di relazione, di cultura, d relazioni geopolitiche, di atteggiamenti ecologici, di sviluppi tecnologici etc.), nonché le mentalità che qui chiamiamo “immagini di mondo”.

In queste transizioni storiche, ogni società e per società qui intendiamo il nostro comune “veicolo adattivo” ovvero il sistema che usiamo tutti per garantirci miglior adattamento a mondo ed ai tempi, va ad un vaglio di adeguatezza. Ci va per forza perché ogni società e mentalità riflessa si sono forgiate nel tempo del passato in cui la realtà era diversa. Il libro allora è una indagine per verificare le nostre società e riflesse mentalità alla luce di questo problema dell’adattamento ai nuovi tempi.

L’indagine si sviluppa in dieci capitoli e quattro sezioni.

1. La prima sezione tratterà una verifica dei fondamenti che, nel tempo storico, diventano le “origini”. A seconda di come intendete le origini, verrà fuori questo o quel sviluppo nel racconto del cosa e come siamo. Inizieremo analizzando cosa sappiamo o crediamo di sapere sulla storia del nostro genere Homo (1). Qui e poi negli altri due capitoli di questa sezione, faremo tre cose: a) citare le principali teorie in auge; b) aggiornare sulle ultime scoperte che non sempre le confermano; c) avanzare nuove inquadrature ovvero rifondare la nostra credenza sulle “origini”. A seguire, analizzeremo la storia del Mesolitico e Neolitico ovvero come siamo passati da società piccole ed egalitarie a grandi e gerarchiche (2). Infine, come nacque il Moderno, dove e perché e all’interno di questo quel sistema che chiamiamo “capitalismo”.

2. La seconda sezione ha di nuovo tre capitoli e si muove più sulla teoria, nel mondo del pensiero, delle idee, delle immagini di mondo. Si parte con una nuova concezione della storia (4), la concezione adattativa ovvero mettere in relazione ciò che è successo “dentro” le società, con ciò che è successo “fuori” delle società, nell’ambiente e contesto in cui operavano. Finalmente, arriveremo a dare una inquadratura del concetto di “complessità” (5), concetto sfuggente, antipatico già dalla formulazione poco maneggevole eppur necessario. Infine, entreremo nel più che complesso mondo delle “immagini di mondo” (6) ovvero quella riduzione del mondo (di noi e di tutto ciò in cui siamo immersi, dal nostro circostante al pianeta intero -fisico ed umano-) che abbiamo in testa e in base al quale analizziamo, giudichiamo, decidiamo che fare. Vedremo anche come nell’ultimo secolo, dalla propaganda di Lippmann (forse il primo inventore del concetto di “neoliberismo”), via quello di “egemonia” di Gramsci e fino alla critica del discorso pubblico oggi dilatato dai nuovi media, questo mondo apparentemente etereo ma fondamentale delle “narrazioni” ha modellato e modella le nostre mentalità, società, modi di pensare e vivere.

3. La terza sezione ospita un racconto storico concentrato dei principali “fatti del mondo” degli ultimi sette-otto decenni (7) mentre a seguire ( 8 ) daremo uno sguardo ai principali temi e previsioni che riguardano il futuro immediato (2050).

4. Nell’ultima sezione, ci occuperemo della parte diagnostico-costruttiva (9) ovvero su cosa sembra necessario concentrare i nostri sforzi di cambiamento per evitare di trovarci in una situazione di disadattamento, di inadeguatezza a ciò che il mondo sta diventando. Debbo però specificare che non parleremo come spesso accade in questo tipo di trattati del mondo intero, dell’umanità. Ci limiteremo per ragioni che spiegheremo al nostro mondo, all’Europa e più nello specifico all’Europa latino-mediterranea che proporremo come nostro nuovo “veicolo adattivo” dopo lo Stato-nazione che fu una invenzione che rispondeva a condizioni che portarono al Moderno che oggi trapassa ad altro.

Infine (10) risponderemo alla implicita domanda che ognuno di noi si fa in questi casi: che fare? Come perseguire i dettami del cosa dovremmo fare (9) che rispondevano all’intera indagine pregressa (da 1 all’8 )? È la domanda politica, che attiene alla “polis” (città, Stato, società, comunità) e cercheremo la risposta in una analisi del concetto e del costrutto democratico distinguendo la teoria dalla sua pratica in Occidente che scopriremo vantarsi di perseguire questo ordine a parole ma quasi mai nei fatti. Lo faremo appoggiandosi alla teoria del filosofo Cornelius Castoriadis (anche sociologo, economista, psicanalista e saggista) che fondò negli anni ‘60 un gruppo politico-rivista “Socialisme ou Barbarie”, di un marxismo non allineato, assieme al suo amico e filosofo e sociologo proprio della complessità Edgar Morin. Nel tempo. però, il greco-francese si è allontanato dal marxismo per quanto eterodosso in direzione di un ritorno ai principi fondativi dell’antica democrazia ateniese, principi da estrarre e rielaborare per vederne l’applicazione nelle nostre società ben più ampie e complesse.

Se l’Era è complessa, e del concetto di complessità fa da perno centrale il principio di auto-organizzazione, va da sé che la versione politica del principio di auto-organizzazione è una forma di democrazia radicale. Radicale non perché ci si atteggia a malandrini scapigliati, ma perché si declina “democrazia” per le sue radici, per sua essenza il che ci riporta alle “origini”. Come operare politicamente per una “democrazia radicale” è riassunto in un semplice pentalogo che chiuderà il trattato.

L’architettonica del sistema, quindi, sarà: il mondo sta cambiando profondamente e rapidamente per evitare di trovarci in condizioni di disadattamento foriere di mille problemi (tra cui un discreto numero di vere e proprie potenziali catastrofi), dovremmo fare alcuni cambiamenti radicali e per farli l’unico modo adeguato risulta promuovere politicamente una forma di democrazia radicale da evolvere nel tempo.

Il libro è molto più leggibile e fruibile di quanto non appaia, tuttavia è lungo perché la complessità, alla fine, è data dal numero di variabili e loro interrelazioni che si usano nell’analisi. È scritto su basi multi-inter-trans-disciplinari che trattano indifferentemente scienze dure, umano-sociali e pensiero umanistico, studiate da me in questo venti anni di ricerca su base di milletrecento saggi di cui poco meno di un terzo di filosofia, perché la filosofia è sì importante per pensare ma anche per pensare a come si pensa.

Chi ha frequentato questa pagina e il mio blog (che compie tredici anni), finalmente capirà (spero) cosa aveva in testa l’autore di così tante parole e ragionamenti. È sincero e del tutto non retorico, ringraziarvi tutti per i like, i cuoricini, le condivisioni, le critiche, i dibattiti, le segnalazioni dei miei orrori grammaticali o semplici refusi, aggiunte, stimolazioni, link per aprire altri approfondimenti etc. dati in questi anni.

Senza questa “comunità di pensiero”, che ha fatto “sistema”, avrei pensato molto peggio. Grazie di cuore.

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About pierluigi fagan

66 anni, sposato con: http://artforhousewives.wordpress.com/, due figli, un gatto. Professionista ed imprenditore per 23 anni. Negli ultimi venti e più anni ritirato a "confuciana vita di studio", svolge attività di ricerca multi-inter-transdisciplinare da indipendente. Il tema del blog è la complessità, nella sua accezione più ampia: sociale, economica, politica e geopolitica, culturale e filosofica. Nel 2017 ha pubblicato il libro: Verso un mondo multipolare, Fazi editore, nel 2015 uscirà Benvenuti nell'Era Complessa per Diarkos editore. Ogni tanto commenta notizie di politica internazionale su i principali media oltre ad esser ripubblicato su diverse testate on line. Fa parte dello staff che organizza l'annuale Festival della Complessità e pubblica su specifiche riviste di sistemica. Tiene regolarmente conferenze su i suoi temi di studio, in particolare sull'argomento "Mondo e complessità". Nel 2021 è uscito un suo contributo nel libro collettivo "Dopo il neoliberalismo. Indagine collettiva sul futuro" a cura di Carlo Formenti, Meltemi Editore. A seguire: "Europa al bivio. Tra radici e sfide" a cura di Vincenzo Costa, Marcianum press, 2024 Venezia e "L'era multipolare: competizione o cooperazione" a cura di Gabriele Germani, La Città del Sole, 2024, Napoli.
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